Presentazione libro " Nel grembo la prima cura"
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È stato un grande piacere presentare questo libro, un progetto che ho avuto la fortuna di seguire da vicino occupandomi della parte grafica e illustrata.
Sono Marcella, graphic designer e illustratrice, e durante questo incontro ho avuto il piacere di dialogare con Silvia Cantoia, osteopata e autrice dei testi.
Quando Silvia mi ha contattata alcuni mesi fa per raccontarmi la sua idea, ho capito subito che non si trattava del classico libro sulla gravidanza. Fin dalle prime conversazioni è emersa la volontà di affrontare questo periodo della vita da una prospettiva più ampia e profonda, fatta di ascolto, consapevolezza, cura e relazione. Un libro che parla del legame tra madre e figlio già durante la vita intrauterina, quando il dialogo tra i due inizia a costruirsi giorno dopo giorno.
Il progetto nasce dall'esperienza professionale di Silvia come osteopata e accompagna la donna attraverso i cambiamenti fisici ed emotivi della gravidanza, sottolineando l'importanza degli stimoli positivi e del benessere complessivo della futura mamma. Al centro del racconto c'è il ruolo dell'osteopatia come valido supporto al benessere psicofisico della donna, non solo come risposta a un problema, ma soprattutto come strumento di prevenzione e accompagnamento.
Silvia ha scelto volutamente di non realizzare un manuale tecnico. Ogni gravidanza è unica, così come ogni donna, la sua storia e il suo percorso. Per questo il libro non propone soluzioni universali, ma offre spunti di riflessione e racconta esperienze concrete tratte dalla pratica clinica, mostrando come l'approccio osteopatico possa aiutare il corpo ad accogliere e sostenere al meglio la crescita di una nuova vita.
Uno dei concetti più affascinanti affrontati nel libro è quello del rapporto tra "contenitore" e "contenuto": il corpo della madre come spazio che accoglie il bambino, e il bambino che a sua volta si adatta e cresce all'interno di questo ambiente. Prendersi cura del contenitore significa creare le migliori condizioni possibili per il contenuto.
Proprio da questa riflessione è nata anche l'idea della copertina. Ho scelto di rappresentare visivamente il concetto di contenitore e contenuto attraverso l'illustrazione di una donna in gravidanza, all'interno della quale è visibile il bambino. Un'immagine semplice ma simbolica, capace di raccontare immediatamente il messaggio centrale del libro: la profonda connessione tra madre e figlio e l'importanza di creare uno spazio di accoglienza, equilibrio e benessere già durante la gestazione.
L'intero apparato illustrato è stato pensato come un valore aggiunto al testo. Le immagini non hanno soltanto una funzione estetica, ma accompagnano la lettura rendendo più immediati e accessibili alcuni concetti, contribuendo a trasmettere quella sensazione di cura, delicatezza e vicinanza che caratterizza tutto il progetto. Attraverso il linguaggio visivo ho cercato di dare forma alle emozioni, alle trasformazioni e alla straordinaria esperienza che il libro racconta.
Intervenire precocemente, ascoltare il proprio corpo e accompagnarlo nei suoi cambiamenti può contribuire a vivere la gravidanza con maggiore equilibrio e ad arrivare al parto nelle condizioni più fisiologiche possibili. Ma il percorso non si conclude con la nascita: il benessere della madre è fondamentale anche nel periodo successivo, perché una donna che si sente sostenuta e meno affaticata avrà maggiori risorse per dedicarsi alla cura del proprio bambino e vivere con serenità i primi mesi di questa nuova avventura.
Credo che uno degli aspetti più belli di questo progetto sia proprio la sua capacità di affrontare temi importanti con leggerezza e sensibilità. Non vuole essere un manuale sulla gravidanza né un testo tecnico che pretende di fornire risposte universali. È piuttosto un libro piacevole da leggere e da sfogliare, capace di accompagnare la futura mamma attraverso riflessioni, esperienze e immagini che invitano a guardare la gravidanza con maggiore consapevolezza.
È un libro che vuole incuriosire, stimolare domande e offrire nuovi modi di osservare il rapporto tra madre e bambino, lasciando a ogni donna la libertà di costruire il proprio percorso.
Ringrazio Silvia per avermi coinvolta in questo progetto così delicato e significativo, e tutte le persone che hanno partecipato alla presentazione condividendo con noi interesse, domande ed emozioni.